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                     ALCOL LOCK A BORDO DELLE AUTO

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SCONTI OBBLIGATORI PER LE ASSICURAZIONI

Il venerdì sera e il sabato sono giorni “neri” per la circolazione stradale. Perché? Per un incremento della mobilità che ci porta ad usare di più l’auto per uscire dalle città e ad aumentare così la circolazione soprattutto sulle strade extraurbane. All’incremento di mobilità si abbinano abitudini “meno virtuose”: si beve di più e si usano sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida.

La circolazione è la prima causa di morte per i giovani tra 15 e 29 anni. Le cause più comuni di sinistro sono: la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 41,5% dei casi).

Ci concentreremo qui sugli strumenti di rilevazione dello stato di “ubriachezza”.
La presenza dello strumento di alcol lock dovrebbe ridurre il fenomeno della sinistrosità stradale legata a condotte di guida imprudenti. Vero è anche che, forse, in assenza di obbligo, la propensione all’installazione di simili meccanismi riguarderà gli assicurati già “virtuosi” e molto meno coloro che si lascino tentare da qualche bicchiere in più prima, durante o dopo i pasti. Il che potrebbe ridurre di molto il successo dell’iniziativa e finire per impattare solo sui premi di coloro che siano già attenti a non mettersi alla guida ubriachi.
Tanto premesso: cosa accade se l’alcol lock non funziona? Se la marcia del veicolo è comunque avviata per difetto dello strumento, può il conducente o il proprietario del veicolo richiedere i danni all’impresa nell’ipotesi di un alt delle Forze dell’ordine a cui segua una sanzione per supero dei limiti di legge? Può l’assicurato chiedere il risarcimento dei danni patiti in occasione di un sinistro che non si sarebbe verificato se il motore non si fosse avviato? La risposta potrebbe essere paradossalmente data in termini positivi per le diverse ipotesi.
È vero, sì, che il “conducente ubriaco” è causa del suo male, ma è anche vero che il meccanismo serve anche e soprattutto a tutela di chi “sotto i fumi” dell’alcol si stia per accingere alla guida, impedendo che ciò accada.
Così, ben venga lo strumento. La vera sfida, ora, è comprendere se le assicurazioni si faranno parte attiva della partita - e non si vede perché no, dati gli impatti dell’abuso di sostanze alcoliche sui fenomeni di sinistro stradale – e come sapranno tutelarsi attentamente, nei rapporti interni, con le società fornitrici di tali meccanismi di rilevazione e quali clausole inserire nei capitolati negoziali intesi a regolare le relazioni contrattuali con i singoli assicurati.